WhitePoint
BLOG | HOWTO | POLITICA
WhitePoint

Post - berlusconismo

20 Settembre 2009



In questo giorni mi sto interrogando parecchio su cosa sta accadendo nella politica del nostro Paese.
Non sono un esperto sicuramente e raccapezzarsi non è certo facile però una mia modesta idea me la sono fatta.
Da 15 anni a questa parte il "miglior presidente del consiglio degli ultimi 150" ha dominato indiscutibilmente la scena politica italiana, sia per meriti suoi che per demeriti degli oppositori che si è trovato dinnanzi. E in questo lasso di tempo è cambiato, facendosi via via sempre più aggressivo con gli avversari e "sfrontato" nel muovere le istituzioni secondo i suoi gusti e desideri. Ha portato ai massimi livelli quel malcostume di intrallazzi e manovre che animano da sempre ogni ambiente politico (e in special modo quello italiano) sentendo sempre meno la necessità di inventare scusanti o "coperture" per quello che faceva e fa. Ormai si sente sicuro, inattaccabile: l'Italia sembra essere diventata la sua azienda privata. E lui si comporta come è abituato a fare nelle sue aziende: comanda. E tenta di distruggere chiunque gli si pari davanti, come un abile affarista.
Così il magistrato che indaga su di lui, il giornalista che lo critica (o accenna appena a farlo come nel caso di Boffo), il politico che lo incalza mettendolo davanti alle sue responsabilità diventano tutti "nemici" (o come preferisce chiamarli lui "comunisti") da abbattere con ogni mezzo a disposizione, in primis legislativo (naturalmente senza badare tanto alla Costituzione, che in un quadro di questo tipo stona davvero troppo. D'altronde è stato Gasparri a dire che se la Corte Costituzionale boccerà il Lodo Alfano troveranno una scappatoia per fare comunque quanto stabilito dal capo, dimostrando uno sprezzo enorme e per nulla celato per la Costituzione e le istituzioni che ne derivano).
Ora la sua buona stella sembra però essere entrata definitivamente in declino: lui diventa sempre più aggressivo ma gli ambienti intorno a lui sembrano diventare sempre più insofferenti alle sue condotte. Ha colpito nel vivo la Chiesa, modificadone di fatto gli assetti interni con il licenziamento di Boffo; il suo giornale ha provveduto a sparare a zero su Fini alla prima levata di capo; non si contano più i suoi attacchi alla magistratura e a quella parte di stampa che ancora osa fare il suo dovere.

Ma la domanda a cui fatico a dare una risposta è perchè ci sia tanta gente che rifiuta di vedere il personaggio per quello che è. Oppure lo vedono ma accettano il suo basso livello morale e il suo comportamento sempre più sprezante per istituzioni che è chiamato a rappresentare. Forse perchè Berlusconi rappresenta quello che potremmo chiamare "un sogno italiano": il personaggio "fatto da sè", ricco e circondato di belle donne (e quindi un personaggio di successo, un calciatore?), umano nel suo "non essere fatto di legno" (o nell'essere un utilizzatore finale come disse Ghedini) eppure "superumano": ricostruisce l'Aquila a tempo di record, libera Napoli dai rifiuti, si intrattiene con i più grandi capi di Stato.
La gente non ha bisogno di chiedersi se quello che raccontano giornali e tv è vero. Ha trovato un leader, il suo leader. E chiunque critichi il leader giustamente viene additato, guardato con sospetto ("sarà mica un comunista?").

Tutto ciò rievoca scenari poco felici di qualche decennio fa ma a questo siamo di fronte. Il problema più grosso però è che morto il capo (politicamente) questo circolo vizioso non si spezzarà. La gente è stata educata a questo tipo di politica e questo vuole. Il Premier è in televisione a reti unificate a declamare i suoi successi a L'Aquila ma non importa più a nessuno, si preferisce guardare la partita (panem et circenses?), sià perchè forse è vero che la sua immagine si va facendo sempre più opaca ma sicuramente anche perchè non c'è più bisogno di questi declami pubblici: basta sapere di essere in buone mani e che il leader sta pensando al suo popolo.

Finito Berlusconi non finirà il berluconismo. A meno di un cambiamento che nasca dal basso, dalla gente che vuole riappropriarsi delle istituzioni (che di diritto le appartengono) e si muove in prima persona. Gente che vuole una classe politica vera e non quella farsa che ci ritoviamo oggi. Gente che vuole una vera politica, centrata sui grandi temi del fututo: enegie rinnovabili, raccolta differenziata porta a porta, più verde e mano cemento e così via.
Il modello politico italiano alla fine finiscono per pagarlo i cittadini: rimaniamo sempre più indietro rispetto al resto d'Europa dove cose che da noi sembrano fanta-politica sono all'ordine del giorno, rimaniamo invischiati in un sistema politico-mafioso che ci paralizza.

Di questo credo che l'Italia abbaia bisogno: di una bella ventata di aria fresca e giovane e spazzi via dai palazzi l'odore di "stantito" per lanciarci di nuovo verso il futuro!

WW
(foto di Lorenza e Vincenzo Iaconianni)







Commenti

Nessun commento finora
*Nome:
Email:
Notifica di nuovi commenti a questo articolo
Nascondi la mia email
*Commento:
 
Powered by Scriptsmill Comments Script

WebMaster e Autore: WhiteWizard - E-mail:whitepoint[at]altervista.org

Creative Commons License